Casella di testo: Incisione riportata nel libro La physique occulte ou traitè de la baguette divinatoire  dell’abate di Vallemont. – L’Aia (Olanda) – anno 1762. 
È l’immagine che attualmente identifica emblematicamente l’operatore radiestesico nei secoli.

Introduzione primo anno del Corso di Radioestesia

 

La radioestesia, intesa con la definizione[1] di recente formulazione, è una disciplina conosciuta nei millenni dagli uomini delle diverse civiltà, ed usata in molteplici forme per le tante applicazioni pratiche. La più conosciuta è certamente quella della ricerca dell’acqua, elemento fondamentale, da sempre indispensabile, per la vita degli esseri viventi e delle piante.

L’operatore radiestesico fu colui che nel passato si affidava esclusivamente a delle capacità straordinarie che alcuni individui scoprivano di possedere. Per molti secoli l’addetto fu chiamato genericamente rabdomante[2]. Attualmente il rabdomante è una definizione riduttiva riferita a colui che cerca l’acqua nelle profondità della terra per la perforazione dei pozzi.

Parallela a questa conoscenza fu portata avanti anche una metodologia più raffinata, affidata agli uomini appartenenti alla gerarchia delle religioni, definiti in vario modo a seconda delle civiltà di appartenenza.

I maggiori ricercatori in Europa del periodo medioevale e post-medioevale, furono dei sacerdoti.

Le tecniche applicative nella ricerca furono molto varie, e differirono fra di loro anche sostanzialmente sia negli attrezzi usati e sia nel metodo della lettura dei risultati. Questo avvalora l’ipotesi che si possano condurre le ricerche in molti modi, ma le conclusioni finali risultano nella sostanza le stesse. Genericamente questi operatori furono chiamati geomanti[3].

Le nazioni che svilupparono la disciplina radioestesica furono:

Cina, Egitto, Grecia, Francia, Germania, Nazioni dell’Europa dell’Est, Brasile, l’America meridionale, l’Australia, in modo più limitato l’Italia, ed alcune altre nazioni delle quali sono pervenute poche notizie precise[4].

Le civiltà vissute nei vari continenti e nelle varie epoche lasciarono testimonianze dell’uso di attrezzi totalmente diversi fra di loro, con la finalità di raggiungere lo stesso risultato. L’analisi di questi molteplici fattori conduce ad un unico risultato, il quale stabilisce che non fu il metodo o l’attrezzo che consentì un buon esito, bensì fu un unico elemento che rimase, nel corso del tempo, sempre comune a tutti i popoli e a tutte le metodologie: l’uomo.

Soltanto recentemente si è venuti a conoscenza dell’esistenza delle energie[5] vibrazionali, le quali pervasero, pervadono, e pervaderanno tutte le “cose” del creato. Ogni corpo è un emettitore di energie[6] elettromagnetiche[7], che funziona a una determinata frequenza di vibrazione, diffondendole nell’Universo e in tutte le direzioni. In effetti un corpo qualsiasi è un generatore elettromagnetico autoalimentato permanente, cioè non ha necessità di ricevere energia da fonti esterne, funzionante a frequenza[8] costante, fissa, immutabile per un tempo indefinito purché permangano le stesse condizioni ambientali. Caratteristiche fisiche che consentono di poterle applicare nella disciplina Radioestesica in forma ripetibile, quindi scientifica.

L’Universo è composto da un numero infinito di generatori che emettono una frequenza fissa in tutte le direzioni. Ogni radiazione però si mescola con tutte le altre componendo elettromagneticamente l’Universo a dimensione finita, o infinita!, e reso dinamicamente stabile dal campo elettromagnetico risultante, di immensa  dimensione, non misurabile nel suo complesso dagli strumenti attuali costruiti dall’uomo. Fanno eccezione alle emissioni vibrizionali fisse dei corpi tutti gli animali, uomo compreso, e le piante, perché dotati di un sistema neghentropico di autoregolazione, il quale consente l’omeostasi[9] di tutto il sistema e modifica il proprio equilibrio interno in funzione degli eventi esterni.

Es. le stelle subiscono una modifica elettrochimica dovuta alla combustione che varia lo stato antropico, il quale porta a variazioni nelle frequenze emesse.

Soltanto oggi, è possibile conoscere le straordinarie capacità che l’uomo ha di poter assorbire le vibrazioni, di qualsiasi tipo e livello frequenziale, e di saperle classificare con il suo straordinario elaboratore che è costituito dalla materia grigia cerebrale, facoltà che viene impiegata in Radioestesia.

            Le varie teorie[10] elaborate da diversi ricercatori nei secoli sono state soppiantate ora dalla teoria delle energie vibrazionali elettromagnetiche.

 

 

            Oggi, la Radioestesia nel mondo si presenta con varie scuole, intendendo con ciò dei metodi specifici diffusi in nazioni o continenti.

Nel nord del continente americano, negli Stati Uniti, la disciplina è molto variegata, esprimendo tanti modi di procedere, vietati per legge con l’arresto. Molto diffusa è la disciplina Radionica, sviluppata anche con l’impiego del campo informatico.

Nell’America del centro e del sud sono sviluppate le tecniche radioestesiche che risalgono a millenni addietro, come in Messico ed in Brasile.

Nel continente africano il mondo delle vibrazioni è impiegato in tutti i campi umani e nelle attività tribali.

In Asia si presentano scuole diverse, identificate principalmente nelle aree cinesi e indiane.

In Australia la disciplina risale a tempi lontanissimi ed assume una propria identità.

Infine il continente europeo. Diverse le scuole esistenti, che presentano modalità e strumenti diversificati. La Francia presenta una scuola molto antica, che ha mantenuto come strumento principe il pendolino. La Germania ha anch’essa una scuola molto attiva che ha sviluppato la costruzione del biotensor e un protocollo diffuso su larga scala per le ricerche cosmo-telluriche.

L’Europa orientale ha un suo modo di procedere che tende all’esoterismo e all’uso del pendolino.

Infine l’Italia, dove è sempre contrastata, e che sta lentamente costituendo una sua scuola radioestesica, con l’impiego preponderante del biotensor.

 

Con la frequenza si è formato l’Universo

Con la frequenza si nasce

Con la frequenza si vive

Con la frequenza in eccesso scompare la vita

 

 

 

 

La Radioestesia

 

La disciplina radiestesica, come già precisato, è nata molti secoli fa, è conosciuta e praticata in tutti i Continenti della Terra in forma territoriale indipendente. La sua applicazione fa parte della vita dell’Universo utilizzando quanto la natura ha messo a disposizione. È necessario soltanto la conoscenza delle leggi naturali che regolano l’armonia e l’equilibrio dinamico dell’energia frequenziale. Le informazioni, sotto forma di radiazioni, sono già tutte distribuite in natura in una meravigliosa forma di convivenza degli innumerevoli generatori autoalimentati, costituiti dai corpi che si manifestano allo stato solido, liquido, gassoso ed etereo. È pertanto l’espressione della modalità della vita cosmica in senso completo.

 

La grande famiglia della Radiestesia racchiude in sè molte discipline le quali possono, a grandi linee, così definirsi:

 

  • Radiestesia clinica, che avvalendosi della diagnosi della medicina allopatica, contribuisce in forma complementare, con prodotti di origine naturale alla guarigione degli individui e degli animali.
  • Radiestesia ambientale che comprende:

Geobiologia

Feng Shui

Domotica e domoterapia

Bonifica e risanamento dell’habitat

Bio-edilizia

Radiestesia storica e archeologica

  • Applicazione delle energie vibrazionali, con le sue sconfinate applicazioni, nelle quali si possono comprendere anche strumentazioni e tecniche di applicazione legate in larga misura all’informatizzazione, e la bioenergetica.
  • Applicazione dell’energia orgonica, sperimentale e scientifica, di ricerca e clinica.
  • Radionica, con le varie scuole sia europee sia statunitensi, e le sue ampie applicazioni in tutti i campi compreso quello clinico.
  • Radiestesia psicologica, avvalendosi di tutte le conoscenze di vari filoni teoretici della psicologia, sociologia e scienze filosofiche.
  • Radiestesia scientifica, il cui compito è quello di rendere spiegabile ogni evento ricollegandolo alla scienza conosciuta.
  • Radiestesia archeologica, dedicata alla ricerca di ogni cosa sia situata sotto il piano di campagna.
  • Radiestesia transpersonale, si rivolge a quanto trascende dal corpo fisico e razionale, con l’utilizzo di tecniche e teorie orientali.
  • Radiestesia sacrale, simbolica, delle forme geometriche che si avvale di informazioni sociali, etniche, culturali e scientifiche che compongono l’inconscio collettivo.
  • Rabdomanzia, per la ricerca delle falde d’acqua e dei minerali con le sue varie specializzazioni.
  • Radiestesia esoterica, che non rientra propriamente nella disciplina classica, ma si riferisce agli aspetti incomprensibili, magici e misteriosi di discipline riservate a poche persone iniziate. Non riconosciuta dalla Radiestesia sperimentale, scientifica e clinica.
  • Radiestesia della aromalogia, della fitologia, della spagirica, dell’alchimia.
  • Radiestesia anatomica e fisiologica.
  • Radiestesia della alimentazione.
  • Radiestesia della cosmesi.
  • Aspetti della medicina cinese ed altre discipline orientali, della omeopatia.
  • Chinesiologia.
  • Radiestesia della cristallogia.
  • Radiestsia sperimentale.
  • Ecc.

 

 

 


 

[1] Radioestesia parola composta dal latino radium = raggio, e dal greco aisthesis = sensazione. Venne creata dall’abate Buoly il 29 dicembre 1929, alla fondazione, a Lilla, in Francia, dell’Associazione degli Amici della Radioestesia.– J. L. Crozier – J. Mandorla – il Manuale della Radioestesia – ediz. Hobby & Work – 1998 - Pag. XVI.

[2] Rabdomanzia parola composta dalle parole greche rabdos = bacchetta, e manteia = divinazione. – idem -  Pag. XVII .

[3] Geomanzia – parola composta dal greco geo = terra, e manzia = arte profetica, è la capacità dei geomanti di esprimere la divinazione attraverso lo studio della superficie terrestre, l’analisi dei venti e il percorso delle acque. - C. Cornazzani – Il respiro della terra – ediz. EIFIS – pag. 37.

[4] J. L. Crozier – J. Mandorla – op. cit. – pag. 1 ¸ 30; G. Quadrelli – Radiestesia – ediz. in proprio – anno  2002 – IV ed. – pag. 19 ¸ 24.

[5] C. Cornazzani – op. cit. - Capitolo 3.

[6] Energia – dal greco e poi dal latino: attivo, dentro al lavoro – lo Zingarelli 2003 – Vocabolario della lingua italiana – ediz. Zingarelli – anno 2002 - pag. 628.

[7] Energia elettromagnetica – Energia generata dal tipo di molecola che costituisce il materiale in esame. Essa è stabile e costante a temperatura costante.Si modifica in genere solo temporaneamente quando è immersa in un campo elettromagnetico più intenso.

[8] Frequenza – dal latino: frequente – (in fisica) Numero di volte in cui un fenomeno periodico si verifica nell’unità di tempo – lo Zingarelli 2003 – op. cit. pag. 742.

[9] Omeostasi, composta da omeo e da stasi, anno 1958, capacità di un organismo o di un insieme di organismi di mantenere in un relativo equilibrio stabile le caratteristiche del proprio ambiente interno, lo Zingarelli 2003, op. cit., pag. 1212.

[10] P. Zampa – Elementi di radiestesia – ediz. Vannini – riedizione 1990; J. L. Crozier – J. Mandorla – op. cit.

 

 
 
 

Introduzione al secondo anno del Corso di Radioestesia



Il seminario del secondo anno del Corso per Operatore Radioestesico approfondisce nella prima parte alcune nozioni tecniche, necessarie alla comprensione della disciplina radioestesica. Poi introduce alcune nozioni che vanno a completare la conoscenza dei corsisti.

Inizia con introdurre la descrizione della struttura che regola l’Universo e la legge duale che mantiene in equilibrio tutto ciò che esiste in natura.
Approfondisce le nozioni di base delle energie frequenziali, con i relativi concetti fisici che le regolano e l’utilizzo di altri strumenti necessari in Radioestesia.
Analizza molte definizioni usate frequentemente e le loro applicazioni nelle visure e negli effetti causati dall’azione delle frequenze sui corpi.
Segue l’analisi approfondita delle energie espresse dalle forme sia piane sia tridimensionale, e la classificazione delle varie energie presenti in natura, compreso l’uso delle schermature e delle protezioni.
Un accenno viene dedicato alle unità di misura fondamentali di misura da impiegare nelle scale e al protocollo da impiegare, sempre, per tutte le verifiche radioestesiche.

Gli esercizi di laboratorio radioestesico sono previsti con l’uso di forme di scale diverse, costruite da molti ricercatori e diversificate per l’impiego a seconda dei casi, e l’uso di molte forme geometriche piane, opportunamente dedicate a specifici utilizzi.

Infine l’uso delle schede tecniche, attraverso le quali sono facilitate le corrette applicazioni dei vari protocolli di verifica, consentendo al corsista di apprendere i metodi già largamente sperimentati e collaudati in tante applicazioni.

L’allievo ha quindi modo di aggiungere nuove risorse alle sue conoscenze del primo piano e poter così accedere a piani di lavori in precedenza a lui preclusi.
Ha inizio l’autonomia del corsista nelle procedure per le verifiche e le bonifiche.

 

Introduzione al terzo anno del Corso di Radioestesia


Il seminario del terzo anno del Corso per Operatore Radioestesico è prevalentemente indirizzato al laboratorio, poiché il corsista ha già acquisito tutte le nozioni fondamentali teoriche e necessita quindi di completarsi con l’impiego pratico sul campo.

Argomenti trattati nel seminario sono le informazioni ed i testimoni radioestesici, largamente usati nella pratica della disciplina.
Seguono alcuni cenni alla struttura energetica oggi conosciuta che avvolge il corpo umano, tramite la quale si procede nell’indagine sull’armonia del corpo e sul funzionamento coerente dei vari organi.

Sono sperimentati i vari protocolli di procedura, da impiegare nei diversicati interventi di verifica, con l’intento di raggiungere il massimo risultato possibile.

Al termine del seminario il corsista ha acquisito tutte le informazioni teorico-pratiche ed è pronto ad agire autonomamente nelle verifiche radioestesiche.


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